Leggere la bolletta – Cosa rappresentano le categorie di spesa indicate in prima pagina?

Se leggere la bolletta è già difficile, comprenderla lo è (purtroppo) ancora di più. In questo breve articolo proviamo quindi ad aiutarvi a comprendere le principali categorie di spesa indicate in bolletta al fine di migliorare la vostra comprensione della stessa.

Prima di tutto è importante specificare che il documento che chiamiamo “bolletta” (ovvero la fattura di energia elettrica e/o gas), è un documento la cui struttura è normata dall’Autorità competente. La norma principale che regola i contenuti di una bolletta è la Delibera del 16 ottobre 2014 numero 501/2014/R/com dell’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). Questo significa che i fornitori non sono liberi di comporre liberamente il documento di fatturazione ma devono obbligatoriamente inserire alcune diciture e alcuni contenuti obbligatori per legge.

Considerati gli obblighi di legge, come SATO quello che abbiamo sempre cercato di fare e di intervenire ove possibile fornendo informazioni aggiuntive oltre a quelle obbligatorie con la speranza di semplificare la comprensione di alcune parti della bolletta. Per esempio, a tutti i clienti che ricevono la fattura via email inviamo anche tutto il dettaglio dei calcoli effettuati (questo dettaglio è anche disponibile nell’Area Clienti e può essere in ogni caso richiesto al Servizio Clienti). In aggiunta, abbiamo messo a disposizione dei nostri clienti personale qualificato in grado di spiegare nel dettaglio i contenuti delle fatture.

Andiamo quindi ad esaminare le principali categorie di spesa indicate in bolletta. Come richiesto dall’Autorità, le principali categorie sono:

  1. Spesa per la materia energia/gas: comprende gli importi fatturati relativamente alle diverse attività svolte dal venditore per fornire il gas o l’energia al cliente finale (esempio: voci relative all’approvvigionamento all’ingrosso della materia prima). Ovvero, comprende sia quote variabili (costo della materia prima che sarà proporzionale al consumo fatturato), sia quote fisse (ovvero quote che non variano in base al consumo ma sono appunto fisse)
  2. Spesa per il trasporto e la gestione del contatore: comprende gli importi fatturati per le diverse attività che consentono di consegnare ai clienti finali l’energia elettrica o il gas. Il livello della spesa per tali attività è definito dall’Autorità e deve essere applicato in maniera uguale da tutti i fornitori. Nel caso dell’energia, comprende gli importi sostenuti per le attività di trasporto dell’energia elettrica sulle reti di trasmissione nazionali, di distribuzione locale e per l’attività di misura che comprende anche la gestione del contatore. Negli elementi di dettaglio i corrispettivi relativi a tali importi sono suddivisi in quota fissa, quota potenza e quota energia. Nel caso del gas, corrisponde invece agli importi relativi ai servizi di trasmissione/trasporto, distribuzione e misura (ovvero lettura del contatore e messa a disposizione dei dati di consumo). Comprende anche gli importi fatturati relativi alle componenti relative all’incentivazione e al recupero della qualità del servizio e ai meccanismi perequativi dei suddetti servizi e alla eventuale componente “canoni comunali”, a copertura dei maggiori oneri derivanti dall’incremento dei canoni di concessione di distribuzione
  3. Spesa per oneri di sistema: al fine di finanziare iniziative di “interesse generale”, lo Stato obbliga i fornitori a fatturare e a versare i cosiddetti “oneri di sistema”. Per l’energia, comprende: messa in sicurezza del nucleare e misure di compensazione territoriale; incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate; copertura delle agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario; sostegno alla ricerca di sistema; copertura del bonus elettrico (che però non viene pagato dai clienti cui è stato riconosciuto il bonus sociale); copertura delle agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia; integrazioni delle imprese elettriche minori e promozione efficienza energetica. Negli elementi di dettaglio della bolletta questa voce è differenziata tra quota energia e quota fissa. Nel caso del gas, comprende invece corrispettivi: a copertura del bonus gas (che però viene pagato solo dai condomini ad uso domestico); per la realizzazione di progetti di risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore del gas e a sostegno della realizzazione delle reti di teleriscaldamento; a compensazione dei costi di commercializzazione della vendita al dettaglio; per meccanismi di recupero degli oneri morosità nei servizi ultima istanza. Negli elementi di dettaglio della bolletta questa voce è espressa in quota energia e differenziata per scaglioni di consumo.
  4. Imposte: in questa categoria di spesa finiscono le accise e le addizionali regionali. Così come per il carburante, anche l’energia e il gas sono gravati da accisa e/o addizionale. Il Fornitore è quindi tenuto alla fatturazione e al versamento di accise e addizionali così come indicato dalla legge.
  5. IVA: l’imposta sul valore aggiunto è applicata in base alle norme vigenti e in base alle caratteristiche dell’utenza. L’IVA viene poi versata allo Stato

In casi particolari possono essere presenti anche altre voci di spesa: Ricalcoli (ovvero conguagli); Altre partite (ovvero spese diverse da quelle della normale bolletta, esempio: deposito cauzionale); Bonus sociale.

Sperando di aver chiarito i contenuti principali delle bollette, vi ricordiamo che il nostro Servizio Clienti è a disposizione per eventuali altri dubbi o domande. Infine, per approfondimenti, potete consultare anche le seguenti pagine:

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