Decreto Rinnovabili: in arrivo a settembre l’approvazione

In arrivo dopo l’estate il Decreto Rinnovabili. Ad annunciarlo è stato il sottosegretario del Ministero dello Sviluppo economico, Davide Crippa.

Con questo Decreto saranno definiti i nuovi incentivi dedicati all’energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili per il triennio 2018-2020 e le modalità di accesso alle agevolazioni.

Vediamo qui di seguito come accedere agli incentivi, quali impianti sono incentivabili e come si svolgeranno le gare.

Agli incentivi avranno accesso gli impianti rinnovabili che rispetteranno le seguenti disposizioni:

  • di potenza inferiore a 1MW, di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati;
  • di potenza inferiore a 1MW, a seguito di un intervento di potenziamento dove la differenza tra la potenza dopo l’intervento e la potenza prima dell’intervento sia inferiore a quella stabilita;
  • di potenza inferiore a 1MW, a seguito di un intervento di rifacimento di potenza.

L’accesso alle agevolazioni sarà possibile a seguito della partecipazione a procedure pubbliche che selezioneranno i progetti (i quali sono da iscrivere in appositi registri) che rispetteranno i limiti di potenza stabiliti (1MW), al superamento dei quali sarà necessario partecipare a procedure competitive di aste al ribasso per definire il livello di incentivazione, sempre rispettando i limiti di potenza stabiliti.

Il Decreto Rinnovabili introduce le gare tecnologicamente neutre. A queste gare sarà possibile partecipare con impianti alimentati da fonti rinnovabili di vario genere, sempre rispettando la potenza stabilita, e le aste secondo le tre classi tecnologiche differenti:

  1. nella prima classe rientra il fotovoltaico e l’eolico con 580 MW a disposizione per l’iscrizione ai registri e 4800 MW per le aste al ribasso con precedenza alle offerte ricevute dai progetti che riguardano discariche, miniere e cave esaurite o siti contaminati e aree in relazione alle discariche;
  2. nella seconda classe si fa riferimento ad impianti geotermici (quelli a reiniezione del fluito hanno la priorità), idroelettrici, a gas che derivano da processi depurativi o da gas proveniente da discarica con potenza di 140 MW a disposizione per i registri e 245 MW per le aste;
  3. nella terza classe rientrano gli interventi di rifacimento totale o parziale di tutti gli impianti sopracitati a condizione che gli impianti siano stati esercitati per almeno due terzi della loro vita e non siano oggetto di incentivi al momento della richiesta. È messo all’asta un complessivo di 490 MW, differentemente 70 MW sono disponibili agli impianti iscritti ai registri.

Potranno partecipare all’asta anche impianti siti all’estero a patto che l’energia elettrica prodotta sia esportata in Italia (secondo accordo di libero scambio).

Infine, è posto il veto di realizzare impianti siti in aree sature di rinnovabili non programmabili connesse in rete: gli operanti nell’infrastruttura elettrica saranno tenuti a comunicare al GSE tali zone indicandone la relativa capacità produttiva raggiungibile ed aggiungibile alla rete.

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