Coefficiente C: cos’è e come impatta le bollette del gas

Il metano è un “gas”. Per questo motivo, il suo volume cambia in base alla temperatura e alla pressione a cui è sottoposto, assumendo densità differenti in base alla zona geografica del punto di fornitura del gas. In altre parole, semplificando, lo stesso contatore se installato in montagna si comporta in un modo, se installato in una zona di mare si comporta in modo diverso. Per questo motivo è importante avere un coefficiente correttivo.

Cos’è il coefficiente C indicato in bolletta?
Il coefficiente C converte il valore misurato dal contatore (in m2) nell’unità di misura utilizzata per la fatturazione (in Smc), cioè lo Standard metri cubi. Il coefficiente è utilizzato al fine di garantire la correttezza del dato, ovvero il gas effettivamente consumato dal cliente, necessario per l’emissione della fattura al cliente, assicurando che paghi solo l’importo relativo ai consumi reali.

Per esempio: se il consumo misurato è di 1500 mc, ed il coefficiente C è di 0,982492, gli Smc fatturati corrisponderebbero a: 1500 x 0.982492=1473,738. Come si può notare dal calcolo, la differenza tra il consumo misurato e quello corretto è di 26 mc quindi il cliente riceverà una fattura basata su circa 1473 Smc anziché 1500 mc.

Il calcolo del coefficiente si basa su tre fattori, quali l’altitudine del Comune della fornitura(H), il numero di gradi giorno del Comune (GG) ed il numero di giorni esercizio per impianto di riscaldamento che dipendono dalla zona climatica (ng).

Con questi dati, attraverso questa successione di formule matematiche, è possibile calcolare il coefficiente C:
pb= 1.01325 X (1-0.0000225577 X H) 5.2559
kp= (pb + 0.020) : 1.01325
gg= GG/ng
kt = 288.15 : (295.15 – gg)
C= kp X kt

Il risultato ottenuto da ogni singola formula dovrà essere arrotondato alla sesta cifra decimale.

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